Lavoro stabile, il Job Act non funziona

I contratti a tempo indeterminato calano nonostante incentivi e nuove leggi

Si parla un po’ troppo di Job Act (che, con l’emanazione degli ultimi 4 decreti può definirsi concluso), di precariato e di trasformazione dei contratti a tempo determinato in lavoro a tempo indeterminato senza conoscere bene i numeri. Eccoli.

Il lavoro a tempo indeterminato

Questa è la serie storica delle attivazioni e trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Per capire bene i dati precisiamo che ogni percentuale rappresenta la percentuale dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato sul totale dei rapporti di lavoro attivati mese per mese.

Come si vede il dato inizia una precipitosa discesa a partire da marzo del 2015 e continua fino a giugno. A gennaio del 2015 sono stati introdotti sgravi fiscali che possono raggiungere anche quota 8mila euro l’anno per ogni rapporto di lavoro a tempo indeterminato attivato, ma questo incentivo sembra aver avuto qualche effetto solo per pochi mesi. A febbraio è stato introdotto il contratto di lavoro stabile a tutele crescenti, ma anche questo non sembra aver avuto un grande successo.

I dati si riferiscono al: 2005-2015

Fonte: Inps

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Sono 340mila gli italiani con il doppio lavoro

Aggiornamento I dati si riferiscono ai lavoratori dipendenti privati esclusi lavoratori domestici e operai agricoli. Sono compresi i lavoratori degli enti pubblici. Sono stati rilevati tutti i rapporti di lavoro attivati, anche quelli in capo ad uno stesso lavoratore.

Correzione I contratti a tutele crescenti sono operativi dal 7 marzo.