
Cala la carcerazione preventiva. Ma solo il 61,5% è dentro per una condanna definitiva
A fine 2013, 22.877 detenuti, pari al 36,6% delle persone in carcere in Italia, era “a disposizione dell’autorità”. Ciò significa che si trovava in prigione per accertamenti, per motivi di ordine pubblico, perché arrestato in flagranza di reato o in attesa del giudizio di primo grado, appello o cassazione. In ogni caso, senza un giudizio definitivo. I detenuti con una sentenza passata in giudicato, quindi definitiva, erano 38.471, il 61,5% del totale, compresi quelli che si trovano in particolari regimi restrittivi come il 41bis. Ad altri 1.188 carcerati, l’1,9%, era stata applicata una misura di sicurezza da scontare istituti specifici quali ospedali psichiatrico-giudiziario, case di cura e di custodia, ecc.
Che cosa è la custodia cautelare in carcere
Il numero dei sottoposti a carcerazione preventiva, cioè in custodia cautelare senza sentenza definitiva, schizza a 50.519 (85,1% del totale) se si considerano quanti sono entrati in carcere durante il corso dell’anno. E sebbene il numero di persone che varcano la soglia della prigione senza aver avuto una sentenza definitiva si sia ridotto del 31% dal 2000 al 2013, la carcerazione preventiva sembra aver costituito più la regola che l’extrema ratio auspicata anche dall’ultima riforma delle misure cautelari approvata nell’aprile scorso.
I dati si riferiscono al: 2013
Fonte: Istat
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