Il suicidio dell’Opec: sale la produzione di petrolio, cala il prezzo

Nonostante il crollo del prezzo, i Paesi produttori ne estraggono sempre di più

Tra gennaio e novembre del 2015 la produzione di petrolio quotidiana, espressa in milioni di barili, è aumentata dell’1,2% per i Paesi che non fanno parte dell’Opec, e addirittura del 5,4% per i Paesi Opec.

Troppa produzione di petrolio

Nei primi 11 mesi dell’anno scorso si sono prodotti 88,5 milioni di barili al giorno rispetto agli 86 dell’anno precedente. Ma questo è solo uno dei motivi che spiegano il calo del prezzo del barile arrivato ormai al di sotto dei 30 dollari. Le altre motivazioni sono l’aumento dei servizi all’interno dell’economia globale e anche dei Paesi in via di sviluppo; gli accordi di Parigi Cop21 sul riscaldamento della Terra, che impongono la riduzione dell’uso dei combustibili fossili ai Paesi sottoscrittori; e l’arrivo di nuove fonti di energia, come lo shale gas.

produzione di petrolio

Ma c’è anche un’altra spiegazione che si aggiunge a queste: il calo della crescita dell’economia mondiale. Il Fmi, infatti, continua a rivedere al ribasso le sue previsioni e con un calo dell’attività manifatturiera, cala anche la necessità di energia.

A fronte di queste “minacce” per la centralità del petrolio, l’Opec sembra aver intrapreso una strada suicida: continuare a produrre più petrolio, addirittura il 5,4% in più, nonostante un calo della domanda che potrebbe rivelarsi anche strutturale.

I dati si riferiscono al: 2014-2015

Fonte: Opec

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