I genitori italiani puntano sul maschio

Il “gender gap” inizia subito dopo la nascita. I genitori “investono” meno sulle figlie

Questo grafico mostra molto bene quanto gli stereotipi di genere siano ancora molto presenti tra i genitori di alcuni Paesi del mondo.

“Che lavoro vuoi per tuo figlio”?

Per spiegare il grafico occorre partire da una premessa: agli studenti di alcuni degli Stati che nel 2012 hanno partecipato ai test Pisa dell’Ocse, tesi a verificare le capacità degli studenti riguardo ad alcune materie scolastiche, è stato consegnato un questionario da far compilare ai propri genitori. Nel questionario, tra le altre cose, si chiedeva che tipo di lavoro si aspettavano che il proprio figlio o la propria figlia, all’epoca 15enni, avrebbe svolto all’età di 30 anni.

Il grafico mostra che tutti i genitori di tutti i Paesi interessati alla rilevazione si aspettano che a intraprendere una professione scientifica (dove occorrono profonde conoscenze nei settori della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica) sia il figlio maschio piuttosto che la figlia femmina.

La colonna azzurra indica, infatti la percentuale di genitori che si aspettano che a intraprendere una professione scientifica sia la femmina mentre il quadrato grigio indica la percentuale di genitori che si attendono che a intraprendere una professione scientifica sia il maschio.

Il maschio prima di tutto

Le risposte dei genitori italiani sono significative: la differenza di aspettativa tra maschi e femmine è del 30% mentre per l’altro Paese europeo comparabile, la Germania, la differenza è del 24% mentre la differenza di aspettative tra maschi e femmine è praticamente assente tra i genitori dei 15enni della Corea e di Macao.

I dati si riferiscono al: 2012

Fonte: Ocse

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