Guerra allo Stato islamico con sempre meno risorse

Tagli ai bilanci della Difesa. Per l’Esercito, Marina e Aeronautica ci sono 1,37 miliardi di euro in meno

La Francia dichiara guerra allo stato islamico e, dopo i tremendi attentati di Parigi, intensifica i suoi raid in Siria, prendendo di mira Raqqa, quartier generale mondiale dell’Isis. E l’Italia che fa?

La guerra allo stato islamico

Il governo Renzi non sembra intenzionato a seguire i vicini d’oltralpe e soprattutto ha messo mano a un piano di tagli nel settore della Difesa che fa a pugni con le esigenze di maggiore sicurezza interna ed esterna in questa guerra allo stato islamico.

Esercito, Marina Militare e Aeronautica nel piano triennale 2015-17 del Ministero della Difesa subiranno tagli complessivi per 1,37 miliardi di euro rispetto al budget della funzione difesa del 2014, senza considerare che tra la previsione di spesa del 2017 e quella del 2010 ci sarà una riduzione di risorse stanziate di ben l’11,1%. Crescono, seppure di molto poco, i soldi investiti nella sicurezza interna del territorio, e quindi destinati ai Carabinieri, con un +1% nel 2015 che si trasforma in un +0,6% nel 2017. Ma nel complesso il bilancio della difesa tra 2014 e 2017 viene tagliato di 1,46 miliardi.

La situazione negli altri Paesi europei è ben diversa; se l’Italia infatti investe nella difesa lo 0,90% del suo Pil, la Francia si aggira attorno all’1,50%, la Germania attorno all’1,20% e la Gran Bretagna addirittura il 2,18%.

I dati si riferiscono al: 2010-2017

Fonte: ministero della Difesa

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