
Un mese fa Parigi chiese assistenza militare. Ma, dopo le lacrime, solo 6 hanno risposto
Dopo le stragi di Parigi del 13 novembre tutti gli altri 27 Stati aderenti all’Unione hanno espresso immediatamente solidarietà e vicinanza alla Francia per i 130 morti causati da un attacco terroristico.
Cosa è successo dopo il Bataclan
Ma pochi giorni dopo la Francia ha chiesto una loro effettiva assistenza invocando l’articolo 42 del trattato europeo di Lisbona. Quell’articolo 42 impone aiuto anche di tipo militare verso uno Stato appartenente all’Unione che è vittima di un atto di guerra. E infatti il ministro della Difesa francese Jean-Yves le Drian ha parlato immediatamente di “atto di guerra”.
Ma il risultato della richiesta di aiuto della Francia è stato, come si vede dalla tabella qui sopra, deludente. A un mese di distanza dalla strage del Bataclan su 28 Paesi della Ue solo 6 (Francia esclusa) hanno già deciso di mettere a disposizione truppe e mezzi per combattere militarmente L’Isis e, tra i grandi Stati, lo hanno fatto solo Gran Bretagna e Germania.
Sul motivo per il quale la Francia sia stata presa particolarmente di mira dai terroristi estremisti islamici le risposte possono essere molte, ma forse non è trascurabile il numero dei soldati francesi che si trovano all’estero in missione. I numeri li ha scritti Truenumbers in questo articolo.
I dati si riferiscono al: 11 dicembre 2015
Fonte: Parlamento europeo
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